Centro Studi Alfredo Merlini

Nel Terzo Settore, accanto al fare, da sempre, sono importanti l'osservare e il leggere. Leggere e osservare le dinamiche sociali, l'evoluzione delle organizzazioni, i nuovi bisogni, la salute interna delle associazioni, il movimento naturale della società civile che oggi “per vocazione” anticipa i cambiamenti sociali.

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Laurearsi in Misericordia


 

Una vera e propria “Accademia della reciprocità e del dono” che nasce con lo scopo di analizzare i caratteri essenziali che il volontariato ha assunto nella realtà sociale e approfondire le dinamiche di trasformazione che lo hanno attraversato e lo stanno attraversando e che implicano una riflessione sugli orizzonti e sugli sviluppi futuri del fenomeno. È tutto questo il nuovo Centro Studi Nazionale delle Misericordie d’Italia “Alfredo Merlini”, inaugurato ufficialmente il 22 gennaio 2016 al Polo Bonfanti di Incisa Valdarno (FI) dove ha sede.

Si tratta di un grande impegno a promuovere cultura verso la riscoperta di una socialità che recuperi i rapporti di reciprocità delle persone e la gratuità del dono, un pensiero questo che le Misericordie condividono con il Polo Bonfanti stesso. Da qui nasce l’accordo tra le due organizzazioni che ha dato vita al Centro che, come ha detto il professor Luigino Bruni in occasione della presentazione, “non è un ufficio, ma una casa dei confratelli, che crea pensiero e attività in tutta Italia e anche all’estero.”

Multidisciplinare e aperta al lavoro in rete, la nuova articolazione scientifica delle Misericordie mira infatti al confronto e alla condivisione di idee, dati e spunti operativi nell’ottica della valorizzazione della pluralità delle vocazioni del volontariato diffuso che oggi, in un sistema di welfare pubblico non sempre efficiente e funzionale, costituisce spesso la risposta principale per la comunità.


Abbiamo deciso di intitolare il Centro Studi al confratello Alfredo Merlini, originario proprio del Valdarno e Presidente della Confederazione in un’epoca di grande crescita per le Misericordie, tra il 1963 e il 1985 – spiega il presidente della Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia Roberto Trucchi -. E di crescita anche oggi si parla, perché il Centro nasce proprio come strumento di sviluppo non solo per tutto il Movimento ma anche per il contesto sociale generale, a cui potrà certamente portare un contributo scientifico e culturale importante.

Il professor Luigino Bruni è il coordinatore del Comitato Scientifico del Centro Studi delle Misericordie, composto da Stefano Zamagni, Mauro Magatti e suor Alessandra Smerilli, il professor Luca Bagnoli, la professoressa Filomena Maggino e aperto a successive integrazioni nel prossimo futuro. Il Gruppo di Gestione del Centro è composto da due rappresentanti delle Misericordie e due del Polo.

L’obiettivo del primo anno di vita del Centro Studi è quello di analizzare alcuni aspetti nodali che potranno essere utili per una ripartenza del Movimento delle Misericordie con nuove energie. Tra questi l’analisi dei “punti di rigenerazione”: cambio generazionale, capacità di gestione dello sviluppo e la capacità di far convivere volontariato e lavoro. Gli “elementi costitutivi” tra i quali il mantenimento del movente ideale, le ragioni della nascita e “la consapevolezza e le competenze sui nuovi bisogni sociali e della comunità”.


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