I confratelli

L’uomo necessita sempre di qualcosa in più di una cura solo tecnicamente corretta. Ha bisogno di umanità. Ha bisogno dell’attenzione del cuore. Dobbiamo distinguerci per il fatto che non ci limitiamo ad eseguire in modo abile la cosa conveniente al momento, ma ci dedichiamo all’altro con le attenzioni suggerite dal cuore, in modo che questi sperimenti la nostra ricchezza di umanità. Perciò, oltre alla preparazione professionale è necessaria anche, e soprattutto, la «formazione del cuore»

(Benedetto XVI, Deus caritas est, n° 31)


La Misericordia è un sodalizio di volontariato avente per scopo la costante affermazione della carità e della fraternità cristiana attraverso la testimonianza delle opere di Misericordia spirituali e corporali, in soccorso dei singoli e delle collettività contribuendo alla formazione delle coscienze secondo l’insegnamento del Vangelo e della Chiesa Apostolica Romana. Queste sono le parole che identificano al meglio lo spirito che guida quotidianamente l’operato delle Confraternite sparse in tutta Italia.

Il volontario è la persona più importante, elemento basilare ed essenziale per perseguire le finalità e gli scopi su cui poggia ogni Misericordia. Il volontario può avere a sua volta qualifiche diverse:

Volontari Aspiranti:

Volontari Aspiranti, sono coloro che, dopo l’adesione, collaborano ai servizi di volontariato in un periodo (fissato dallo Statuto o dai Regolamenti) nel quale sperimentano la vita della Confraternita e si preparano, spesso accompagnati da confratelli più esperiti, a divenirne pienamente partecipi con l’ammissione alla qualifica di Effettivi. Essi godono di diritti sociali limitati dallo Statuto e dal Regolamento e partecipano alle assemblee solo come osservatori senza diritto di voto attivo o passivo.

Volontari Sostenitori:

sono coloro che aderiscono spiritualmente alla idealità caritativa e cristiana della Confraternita e non potendo partecipare all’esercizio delle opere caritative, s’impegnano a sostenerne moralmente e materialmente, con la loro quota contributiva, le opere ed i servizi. Essi godono di tutti i diritti sociali stabiliti dallo Statuto e dai Regolamenti.

Volontari Effettivi:

sono coloro che costituiscono il corpo funzionale della Confraternita, sono i fratelli e sorelle attivi, che svolgono le attività caritative della Misericordia e, nello spirito che anima il sodalizio, contribuiscono alle varie funzioni della Confraternita e si impegnano in quanto è nelle loro possibilità all’esercizio di una o più opere caritative. Godono di tutti i diritti sociali stabiliti dallo Statuto e dai Regolamenti e partecipano, dopo un periodo di tempo statutariamente fissato, alle assemblee con diritto di elezione attiva passiva.

Dopo un periodo di idonea formazione, il “volontario” diventa un “Confratello” o una “Consorella” a tutti gli effetti, attraverso il Rito della Vestizione.

L’immagine simbolo del Confratello di Misericordia è quella ritratta dal maestro Pietro Annigoni in un affresco pittorico alto oltre due metri che adorna la facciata della Misericordia di Firenze in Piazza Duomo, al lato del campanile di Giotto. Questa rappresenta un Confratello della Misericordia che con l’apposita gerla (detta “zana”) sta trasportando un ammalato.
L’immagine è ritratta di spalle. E così il volto che appare non è quello del Confratello, che resta coperto dall’anonimato, ma quello dell’ammalato in cui egli quasi si fonde. Sullo sfondo sono ben riconoscibili le lettere gotiche FM che compongono il simbolo della Fraternità delle Misericordie. Perché, oggi come allora, al termine di ogni servizio, la sola ricompensa che ogni Confratello di Misericordia possa ricevere da Dio per bocca di un fratello sconosciuto è

Che Iddio te ne renda merito.

LA VESTIZIONE

Scena ripresa durante la vestizione

Foto di gruppo dopo la vestizione

Il Rito della Vestizione esprime nel Confratello il passaggio dal periodo di “aspirantato” a quello dell’effettiva entrata nel sodalizio, diventando a tutti gli effetti un “Confratello di Misericordia”.
La nuova identità rappresentata dalla “Veste”, offre al nuovo Confratello l’opportunità di vivere la varietà dei carismi della nostra antica e bellissima associazione, che fin dalla sua origine, oltre 7 secoli fa, coniuga l’impegno assistenziale e caritativo a quello di un approfondito cammino di fede cristiana.
Chi sceglie di compiere il Rito della Vestizione, dunque, desidera impegnarsi più concretamente nell’approfondire la crescita della fede, nel rendere più fervido lo spirito di preghiera, nel testimoniare la carità soprattutto attraverso l’esercizio delle opere di misericordia corporale e spirituale; questo consente di sperimentare con maggiore completezza la ricchezza della Misericordia, che fin dalla sua origine non è stata semplicemente un società di assistenza ma una vera e propria associazione di credenti cristiani, che traducono nella carità fraterna quanto credono nella fede desiderose di vivere con concretezza gli insegnamenti del Vangelo.

La cerimonia di Vestizione rappresenta molto bene la crescita collettiva spirituale e civile di un gruppo di persone. Viene celebrata durante una Santa Messa aperta a tutti Confratelli e le Consorelle, ma anche a tutta la collettività.
L’aspirante Confratello si trova quindi di fronte alla comunità del luogo a dover esprimere la propria volontà di far parte della confraternita, di avere uno stile di vita consono a chi scegli di partecipare ad una comunità evangelica, di mantenere viva la fede ricevuta durante il Santo Battesimo e l’amore verso Dio ed il prossimo, di compiere le Opere di Misericordia e di vivere un’assidua vita all’interno della Misericordia contraddistinta da rettitudine e Carità Cristiana.
Appare marcato il riferimento alla fede cristiana, ed è logico che lo sia viste le radici storiche della Confraternita.



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Antico Rito della Vestizione di Prato


La veste storica

La veste storica che noi conosciamo meglio e che usiamo durante la Vestizione è totalmente nera e si compone di una Cappa, di un cappuccio detto “Buffa”, di un cordiglio e di un Rosario che termina con la Medaglia.
La veste storica deve essere uguale per tutte le Consorelle e i Confratelli, ed è personale.
La sua struttura va a coprire qualsiasi segno distintivo di una persona ed è richiamo all’anonimato imposto alle Opere di Misericordia.

La Cappa è la tunica di stoffa nera che va a coprire l’intera figura, mentre la Buffa è il cappuccio nero che va a ricoprire la testa lasciando soltanto gli occhi visibili.

Il Cordiglio è una corda intrecciata che viene annodata sui fianchi, e simboleggia la povertà umana davanti a Dio. Al Cordiglio viene fissato il Rosario che termina con la Medaglia riportante l’effige della Misericordia.
Alcuni elementi che si possono trovare presso alcune confraternite sono il Sanrocchino, una piccola mantella che ricopre le spalle in netto richiamo alla figura del pellegrino, e il Cappello (o Petaso).
L’abito esteriore deve essere segno dell’abito interiore e morale dei Confratelli. La veste riveste il corpo come lo spirito di un Confratello dovrebbe essere rivestito dei sentimenti dell’umiltà, della concordia, della penitenza del cuore, del sacrificio, della preghiera, dell’anonimato del bene,

La Veste Storica viene consegnata ai Confratelli nel corso della Cerimonia della Vestizione che usualmente viene effettuata durante la celebrazione religiosa in onore del Patrono della Misericordia, della parrocchia o della città.