• Anpas e Misericordie insieme per la Riforma del Terzo Settore

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  • Benevento - 80 lavoratori 118 scrivono alla Misericordia: “Siamo d’accordo con voi”

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  • Immigrazione: le Misericordie al fianco della Chiesa

    Immigrazione: le Misericordie al fianco della Chiesa

  • Confederazione delle Misericordie e Regione Toscana vincono il ricorso al TAR: legittimo affidare risorse agli enti federativi

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Anpas e Misericordie insieme per la Riforma del Terzo Settore

Anpas e Misericordie insieme per la Riforma del Terzo Settore. Venerdì pomeriggio (21 agosto) a Firenze, i vertici di Anpas e Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia si sono incontrati per analizzare insieme le prospettive del Volontariato in vista della Riforma del Terzo Settore, condividendo una serie di aspetti da proporre come emendamenti al disegno di legge.

Quello di venerdì è stato il primo di una serie di incontri che consentiranno ai due movimenti di presentarsi uniti con una proposta congiunta e condivisa da rivolgere al Volontariato italiano. Per le Misericordie erano presenti il presidente nazionale Roberto Trucchi, il direttore Andrea Del Bianco e i consiglieri Maria Pia Bertolucci, Aldo Intaschi e Israel De Vito; per Anpas il presidente nazionale Fabrizio Pregliasco,  il vicepresidente Ilario Moreschi, il presidente di Anpas Toscana Attilio Farnesi e la coordinatrice nazionale Lucia Calandra.

“Oggi assistiamo con profonda amarezza a una preoccupante frammentazione tra le grandi reti di rappresentanza del terzo settore che troviamo incomprensibile – affermano i presidenti Pregliasco e Trucchi ̶ . Per questo le due più grandi organizzazioni del volontariato italiano sentono l’impegno e la responsabilità di riaffermare i grandi valori del volontariato anche nel testo del disegno di legge delega. Siamo certamente un pezzo del terzo settore ma vogliamo ribadire con forza il ruolo e la specificità delle tante associazioni, grandi e piccole, che nel nostro Paese sono espressione di radicamento sociale, gratuità, solidarietà diffusa, cittadinanza consapevole”.

A breve sarà stilato il calendario degli incontri il primo dei quali dovrebbe già tenersi ai primi di settembre.

 

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Benevento - 80 lavoratori 118 scrivono alla Misericordia: “Siamo d’accordo con voi”

Sono 80 le richieste che i lavoratori del 118 di Benevento hanno fatto pervenire alla Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia tramite i propri legali, nelle quali chiedono di aderire all’accordo proposto da tempo dalla Confederazione stessa davanti all’Ufficio Provinciale del Lavoro e rigettato dai Sindacati.

Ieri mattina (martedì 18 agosto) il direttore tecnico incaricato per il servizio 118 delle Misericordie Gionata Fatichenti ha consegnato le lettere al Prefetto di Benevento Paola Galeone, nel corso dell’incontro richiesto dalle Misericordie contestualmente all’invio dei preavvisi di licenziamento, proprio per dare voce ai dipendenti che con lettere autografe dei propri legali hanno scritto alla Confederazione.

Sono i verbali dei vari incontri, consegnati ieri al Prefetto, a fare chiarezza sull’atteggiamento di alcune OO.SS. in questi sei mesi di trattativa, nei quali non hanno voluto sentir ragioni e hanno continuato a chiedere l’applicazione integrale ad ogni costo.

“Il nuovo contratto di lavoro prevede un aumento di 2 ore settimanali che da 36 passano a 38, con un incremento annuo di 104 ore a dipendente e oltre 12mila ore in esubero che restano del tutto inutilizzate – spiega  Fatichenti -. Per questo  la Confederazione Misericordie aveva avanzato una proposta di mediazione che è stata però rigettata dai Sindacati, i quali pretendono l’applicazione integrale del contratto semplicemente mantenendo le 36 ore, senza trattative. A quel punto l'invio dei preavvisi di licenziamento è divenuto una dolorosa ma necessaria conseguenza come prescrive la legge, ma è evidente che saranno immediatamente sospesi qualora venga raggiunto un accordo.”

Se i dipendenti (80 su 120) arrivano ad incaricare i loro avvocati per comunicarci le loro intenzioni - prosegue Fatichenti - questo rappresenta il fallimento del sistema di contrattazione fin qui intrattenuto tra noi e le Organizzazioni Sindacali e ci obbliga a una autoanalisi oltre a cercare un nuovo modo, nuovi atteggiamenti, ma soprattutto toni più pacati e sinceri.

Ringraziamo per la convocazione di ieri il Prefetto, che ha certamente rimesso in equilibrio il percorso delle trattative, il Commissario ASL per la consueta disponibilità ad arbitrare le trattative, le OO.SS. che si sono dimostrate disponibili e concentrate sul problema dei licenziamenti senza divagare in questioni oramai risolte dalla giustizia amministrativa, e infine, ma non certamente meno importanti, gli operatori del 118, che anche in mezzo a questo clima, continuano a erogare grande professionalità.

Non possiamo non notare come anche ieri, non si sia persa occasione di infangare le Misericordie, affermando la nostra indisponibilità a trattare – conclude Fatichenti –. Ci auguriamo che le dichiarazioni rilasciate da CGIL e UIL a fine delle trattative, che ancora una volta raccontano una diversa verità rispetto a quanto invece definito nelle tre ore di discussione, appartengano a una pagina oramai  scritta e che quindi doveva essere letta, ma che presto cedano il posto ad una più vera narrazione dei fatti, speriamo più felice per tutti.”

 

 

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Immigrazione: le Misericordie al fianco della Chiesa

A seguito delle polemiche di questi giorni, il Presidente della Confederazione Nazionale Roberto Trucchi  interviene nel dibattito e ribadisce la posizione delle Misericordie

 

Il Movimento delle Misericordie è parte di quella Chiesa che esprime da sempre impegno fattivo, concreto verso gli immigrati. Per questo non esitiamo a dire che le accuse rivolte a Mons. Galantino, e talora perfino al Santo Padre, da politici e opinionisti di varia estrazione sono davvero insensate e ingiustificate, comunque le si guardino e sotto molteplici profili.

La nostra è una esperienza di accoglienza vera e globale: le Misericordie sono soggetti ecclesiali impegnati nella gestione di grandi centri, di strutture di primo soccorso, di ospitalità territoriale diffusa, di servizi semplici di orientamento e ausilio. Pur nella varietà e diversa complessità dei modelli, le nostre esperienze di accoglienza dimostrano come sia possibile coniugare un servizio vero, efficace e di eccellenza agli ospiti (recentemente verificato anche dalla Commissione parlamentare di inchiesta) con un impatto territoriale caratterizzato da pochissimi problemi e anzi da opportunità di sviluppo economico e sociale delle nostre comunità locali.

E’ una esperienza con numeri pesanti: sono non meno di 3.000 i migranti che ogni giorno ricevono accoglienza nelle nostre strutture, in tutta Italia (ma – vale sottolinearlo - soprattutto al Sud). Un impegno che sta crescendo ed estendendosi, come è normale per le nostre associazioni di fronte a chi è nel bisogno.

Questo significa partecipare al “business dell’immigrazione”? Se le risorse sono prese o usate in modo fraudolento, certamente sì. Ma lo stesso vale per business dei poveri, dei feriti, degli ammalati, dei disabili, dei minori… o il business dell’informazione o della politica. Anche il giornalismo o l’amministrazione pubblica possono essere “business” se orientati all’interesse personale e non al servizio! Tutte queste attività richiedono soldi e risorse: l’importante è come si attivano e come si spendono…

Chi parla e scrive di immigrazione – si tratti di giornalisti, opinionisti, parlamentari o altri - spesso non ha mai vissuto e condiviso realmente questo fenomeno. Condividere significa stare insieme, incontrare uomini, toccare mani: è ben diverso che leggere, studiare a tavolino o al massimo raccogliere sensazioni. Per questo invitiamo chi voglia confrontarsi sul tema dei migranti a venire con noi su qualche sbarco, o sperimentare per alcuni giorni la gestione di una struttura di accoglienza.

Potrebbe scoprire che la prospettiva è radicalmente differente.

 

 

Roberto Trucchi

Presidente della Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia

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Confederazione delle Misericordie e Regione Toscana vincono il ricorso al TAR: legittimo affidare risorse agli enti federativi

La Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia e la Regione Toscana vincono il ricorso al TAR in merito alla destinazione delle risorse aggiuntive al sistema sanitario di emergenza urgenza territoriale per l’anno 2013.

La delibera del 3 giugno 2014 n. 464, con la quale la Regione Toscana decideva di destinare risorse aggiuntive al sistema sanitario di emergenza urgenza territoriale, con riferimento all’attività svolta nel 2013, è stata impugnata dalla Misericordia di Rifredi insieme a un gruppo di Pubbliche Assistenze  (Fratellanza militare di Firenze, SVS di Livorno, Fratellanza Popolare di Peretola e Croce d’Oro Ponte a Ema)che ritenevano che le quote dovessero essere versate direttamente alle singole associazioni piuttosto che agli enti federativi.

La sentenza del TAR della Toscana è stata netta: non trovando vizi di forma e sostanza, i giudici hanno ritenuto che la delibera della Regione “non è assolutamente discriminante” nei confronti delle associazioni che hanno presentato il ricorso e che quindi non sussista "alcun interesse concreto ed attuale ad impugnarla". Il TAR riconosce quindi l’attività di coordinamento svolta dagli enti federativi e la piena legittimità ad affidare loro le risorse.

“La sentenza – dichiarano Roberto Trucchi, Presidente della Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia e Alberto Corsinovi, presidente della Federazione Regionale delle Misericordie della Toscana – riconosce l’impegno, la correttezza e l’assoluta trasparenza con le quali abbiamo sempre lavorato e continuiamo a lavorare per il nostro Movimento.”

“Una polemica che si trascina da anni – aggiunge Trucchi –, che ha fatto perdere tempo e soldi non solo a noi, ma anche agli organi dello Stato, in primis la Magistratura, e che, con un po’ più di responsabilità, senso di appartenenza ed umiltà, poteva essere evitata”.

“Eravamo tranquilli perché il nostro Movimento su questo è sempre stato compatto e unito. Questa sentenza – conclude Corsinovi – dà ragione, infatti, soprattutto alle 304 Misericordie della Toscana che ci hanno sostenuto e con le quali abbiamo costruito e condiviso questa norma, riconoscendo l’impegno di coordinamento della Federazione Regionale.”

 

La Sentenza completa è disponibile qui:

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