• OK-Operatori di Komunità: l'appuntamento è a Salerno

    OK-Operatori di Komunità: l'appuntamento è a Salerno

  • Misure preventive in casi sospetti di Malattia da Virus Ebola (MVE)

    Misure preventive in casi sospetti di Malattia da Virus Ebola (MVE)

  • La Confederazione per la Misericordia di Genova

    La Confederazione per la Misericordia di Genova

  • Sbarco a Lampedusa: l'intervento delle Misericordie

    Sbarco a Lampedusa: l'intervento delle Misericordie

OK-Operatori di Komunità: l'appuntamento è a Salerno

 

Un'unica data che riunirà i confratelli del Nord, Sud e Centro Italia per il prossimo appuntamento Alzaia, "OK-OPERATORI DI KOMUNITA'". La due giorni  si terrà il 24 e 25 ottobre a Salerno (presso l’Hotel Mediterranea, via Salvador Allende, 8, Salerno).

OK crea la prima rete di animatori come punti di riferimento per il Movimento rispetto alla “cura” della propria comunità e  alla capacità di risposta ai nuovi bisogni.
Le due giorni di OK prevedono un percorso con forti caratteristiche di lavoro di team. Gli incontri e le relazioni sono realizzati con il contributo dello staff di Alzaia e di sociologi, psicologi, assistenti sociali, animatori e educatori che provengono dalle esperienze delle Misericordie.


Per info e iscrizioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

 

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Misure preventive in casi sospetti di Malattia da Virus Ebola (MVE)

E' altamente improbabile, ma non impossibile, che persone infettate da virus Ebola in Guinea,Liberia, Nigeria e Sierra Leone possano arrivare in Italia e quindi sviluppare sintomi dopo il loro arrivo (il periodo di incubazione di Malattia da Virus Ebola (MVE) varia da 2 a 21 giorni). Anche se ci sono stati diversi focolai di MVE, in passato, l'esportazione del virus, da un focolaio in un paese non endemico, è stata un evento eccezionalmente raro.Tuttavia, nessun precedente focolaio si è così diffuso nelle aree che ha colpito, né è stato di cosìdifficile gestione/controllo, come quello che attualmente colpisce l’Africa occidentale.

Pertanto, anche se la probabilità di casi importati nel nostro Paese è molto bassa, la capacità di risposta del sistema sanitario nazionale, nell’ipotesi del verificarsi di casi di MVE sul nostro territorio, è adeguata ad individuarli e confermarli, e ad isolarli, per interrompere la possibile trasmissione anche di questo agente patogeno altamente infettivo.

Di conseguenza, è importante richiamare gli operatori sanitari ad essere vigili nei confronti di coloro che hanno visitato le zone colpite dalla febbre emorragica virale e sviluppano una malattia non altrimenti spiegabile, nonché alla osservanza delle regole di prevenzione riportate in allegato.

Questa confederazione, ha ritenuto attraverso il proprio settore di sorveglianza sanitaria eprevenzione, necessario divulgare alle associate operanti nel campo sanitario e nell’immigrazione,la circolare in allegato, al fine di incentivare l’adozione delle corrette misure di prevenzione.Resta inteso che la circolare in allegato è da ritenersi integrativa alle indicazioni impartite dallesingole ASL, C.O. 118, Regioni e Ministero della Salute. Per ulteriori informazioni vi invitiamo a consultare il sito internet: www.volontariamentesicuri.org.

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La Confederazione per la Misericordia di Genova

Di fronte ai fatti che hanno sconvolto Genova in questi giorni, la Confederazione Nazionale e diverse confraternite si sono attivate per offrire alla consorella del capoluogo ligure il proprio sostegno.

Venerdì 10 ottobre, giorno dell’alluvione che ha messo Genova in ginocchio, i confratelli delle Misericordie di Empoli, Lido di Camaiore e Massa in partenza per il capoluogo ligure dove avrebbero dovuto  partecipare alla “Biennale della Prossimità”, un importante appuntamento nazionale dedicato alle comunità locali, alle persone e ai loro bisogni, che alla fine è stato annullato proprio a causa del maltempo. Le Misericordie hanno deciso allora, in piena autonomia e senza alcun beneficio di legge, di trasformare la loro presenza in terra ligure davvero in un impegno concreto di prossimità alla gente colpita dall'alluvione e alla consorella in difficoltà.

In quelle prime concitate ore, quando l’ondata di acqua e fango sommergeva intere zone della città, il Consiglio di Presidenza della Confederazione, casualmente riunito nella sede di Firenze, ha tempestivamente deciso di sostenere la Misericordia di Genova, offrendole gli strumenti per rispondere all’emergenza della propria città.

Appurata l’impossibilità di inviare squadre autorizzare dal Dipartimento, il Consiglio ha optato per l’avvicendamento delle squadre autonomamente giunte nel capoluogo ligure, considerata anche la grande ed immediata disponibilità dimostrata dalle Misericordie, che subito hanno contattato la struttura confederale per rendersi disponibili. In queste ore sono giunte a Genova le Misericordie di Firenze, Torre del Lago e Milano, consentendo cosi alle prime di rientrare.

La Confederazione oltre a garantire vicinanza alla Misericordia di Genova, ha in queste ore  messo ha disposizione della Misericordia stessa  un automezzo 4x4 e alcune attrezzature per il superamento di questa situazione di emergenza.

D’altra parte, il correttore delle Misericordie Toscane don Simone Imperiosi ha voluto recarsi personalmente nelle zone colpite dall’alluvione, per offrire un supporto morale e spirituale ai confratelli liguri. “Oggi sono stato a Genova a far sentire la mia personale vicinanza al presidente della Misericordia di Genova e ai suoi volontari che da giorni, senza mezzi propri, sono impegnati nell'aiutare chiunque abbia bisogno – ha detto don Simone ˗˗. Ho visto persone che con dignità cercano di rialzarsi e confratelli che hanno perso molto ma che sono li, pronti a servire con dedizione e sacrificio. Questa è l'occasione per vivere davvero e in profondità lo Spirito di Misericordia. Come Correttore delle Misericordie Toscane suggerisco e spero che in molti si mettano a disposizione per rispondere alla richiesta di aiuto di una giovane consociata nata da poco tempo. E, ancora una volta, Iddio ve ne renda merito.”

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Sbarco a Lampedusa: l'intervento delle Misericordie

Primo sbarco questa notte a Lampedusa, coordinato dalla Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia. Come si ricorderà, dal 1° ottobre scorso, le Misericordie sono tornate sull’Isola per gestire il Cpsa (Centro di primo soccorso e accoglienza) a seguito di una procedura negoziata, indetta dalla Prefettura di Agrigento e dopo una gestione quinquennale del Cpt (dal 2002 al 2007).

Trentaquattro persone, tra le quali 5 famiglie siriane con 10 bambini a carico e 14 uomini tunisini, sono sbarcate intorno alle 23.30 al porto dell’isola siciliana. Tutti in buone condizioni di salute gli immigrati, tranne una donna per la quale si è reso necessario l’intervento dei sanitari in via preventiva perché bagnata e infreddolita, come il resto dei passeggeri, che sono stati subito presi in cura dagli operatori delle Misericordie, i quali hanno provveduto a fornire coperte e vestiti asciutti.

Proprio in quelle ore, una delegazione della Confederazione, si trovava sull’isola per un sopralluogo organizzativo: il Vicepresidente nazionale delle Misericordie con delega all’immigrazione, Leonardo Sacco, da anni forte dell’esperienza maturata a Isola Capo Rizzuto con la gestione del Cda-Cara S.anna, il direttore della Confederazione Andrea Del Bianco, il correttore spirituale e il direttore del Centro d’accoglienza S.Anna, rispettivamente don Edoardo Scordio e Francesco Tipaldi e la direttrice del Cpsa di Lampedusa Rossana Perri.

Lo staff organizzativo, nella giornata di ieri ha incontrato il sindaco dell’isola, Giusi Nicolini, con la quale si è discusso della fondamentale esigenza di supportare il territorio e i suoi abitanti e soprattutto di umanizzare il Centro, portando i valori che da sempre caratterizzano l’operato delle Misericordie.

“Questa prima visita – ha detto don Edoardo – è stata importante per conoscere le condizioni e il clima nel quale le Misericordie si troveranno ad operare”. “E’ una comune intenzione – ha continuato – quella di lavorare per umanizzare il momento del soccorso e della cura agli immigrati come da anni accade a Isola Capo Rizzuto eliminando la concezione comune che si tratti di un mero momento di accoglienza materiale”.

“Crediamo ci siano tutte le condizioni per migliorare gli standard di vivibilità – ha aggiunto Andrea Del Bianco – semplicemente rifacendoci ai nostri valori statutari e all’esperienza maturata negli anni nel Centro di Isola Capo Rizzuto”.

In mattinata gli ospiti sono stati trasferiti presso il Centro d’accoglienza di Porto Empedocle.

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