Buongiorno di Misericordia

Dal 7 al 12 Dicembre a cura di:
Don Domenico Maria Grandi, Correttore Misericordia Castelfranco di Sopra

25 Dicembre e 1 Gennaio 2021:
Franco Agostinelli, Correttore Nazionale

Dal 14 al 19 Dicembre a cura di:
Don Luciano Santini, correttore Misericordia di Pontassieve

Dal 28 Dicembre al 2 Gennaio:
Papa Francesco, bolla di indizione del Giubileo straordinario della Misericordia

Dal 21 al 22 Dicembre a cura di:
don Elia Matija, Correttore Misericordia di Carmignano

Dall'11 al 16 Gennaio a cura di:
don Pompilio Cristino correttore regionale Campania.

23 24 e 26 Dicembre a cura di:
A cura di don Sergio Trespi, Correttore Misericordia di Portoferraio

Dal 18 al 23 Gennaio:
Papa Francesco, bolla di indizione del Giubileo straordinario della Misericordia

Venerdì 22 gennaio

L’architrave che sorregge la vita della Chiesa è la misericordia.

Tutto della sua azione pastorale dovrebbe essere avvolto dalla tenerezza con cui si indirizza ai credenti; nulla del suo annuncio e della sua testimonianza verso il mondo può essere privo di misericordia.

Giovedì 21 gennaio

Come ama il Padre così amano i figli. Come è misericordioso Lui, così siamo chiamati ad essere misericordiosi noi, gli uni verso gli altri.

Mercoledì 20 gennaio

Lasciar cadere il rancore, la rabbia, la violenza e la vendetta sono condizioni necessarie per vivere felici. Accogliamo quindi l’esortazione dell’apostolo: «Non tramonti il sole sopra la vostra ira» (Ef 4,26)

Martedì 19 gennaio

Come sembra difficile tante volte perdonare! Eppure, il perdono è lo strumento posto nelle nostre fragili mani per raggiungere la serenità del cuore.

Lunedì 18 gennaio

Nelle parabole dedicate alla misericordia, Gesù rivela la natura di Dio come quella di un Padre che non si dà mai per vinto fino a quando non ha dissolto il peccato e vinto il rifiuto, con la compassione e la misericordia….

Sabato 16 gennaio

Tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro”: il mondo di oggi, turbato e ferito a causa della pandemia, ha bisogno di ritrovare la serenità e il vero senso della vita. Con la nostra presenza e la nostra testimonianza facciamo trionfare la nuova civiltà, “la civiltà dell’amore”, come affermava il Papa, S. Paolo VI. Madre Teresa diceva:“ Se dovessi mai diventare una santa, sarò certamente una “santa dell’oscurità”. Mi assenterò di continuo dal paradiso per accendere una luce per coloro che sulla terra vivono nell’oscurità”.

Venerdì 15 gennaio

Vedendo la loro fede”: la forza del nostro servizio nasce dalla nostra fede che deve essere viva  e forte. Gesù è il Salvatore, Egli ci fa dono del suo amore e riempie il nostro cuore con la sua presenza. Forti del suo amore andiamo incontro ai nostri fratelli portando loro il lieto messaggio della salvezza e accompagniamoli all’incontro con Gesù. “Mio Signore, fa che io possa vederti oggi e ogni giorno nei malati e, mentre li accudisco, che io possa avvicinarli a te”, così pregava Madre Teresa di Calcutta.

Giovedì 14 gennaio

”Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio…»”: l’atteggiamento di Gesù verso  i malati e i sofferenti che incontra sulla sua strada è un atteggiamento  di “compassione”, di “misericordia”, nasce dal sua amore per l’umanità. Accostiamoci ai fratelli con lo stesso amore, dando loro, prima che il nostro servizio, il nostro cuore. Con Madre Teresa diciamo: “O cari malati, come mi siete doppiamente cari, perché rappresentate Cristo, e quale privilegio è il mio di potervi accudire”.

Mercoledì 13 gennaio

”Venuta la sera… gli portavano tutti i malati”: le giornate di Gesù erano caratterizzate dall’incontro con tanta gente, in particolare con i malati e i sofferenti. Gesù si fa prossimo per tutti loro e dona se stesso senza mai stancarsi. Nella nostra vita siamo chiamati a farci prossimo per i fratelli che hanno bisogno prestando generosamente il nostro servizio. “Aiutami, Signore, a far sì il mio cuore sia misericordioso in modo che partecipi a tutte le sofferenze del mondo. A nessuno rifiuterò il mio cuore!” (S. Faustina)

Martedì 12 gennaio

”Egli insegnava loro come uno che ha autorità”: Gesù, “il Maestro”, si fa attento ai bisogni dell’umanità sofferente; si lascia interrogare dalle varie situazioni e “non passa oltre” ma si ferma per agire con la sua autorità. Lasciamoci interrogare dalla sofferenza che, soprattutto in questo momento, è attorno a noi, “fermiamoci”, ascoltiamo il “grido d’aiuto” e operiamo concretamente per il bene dei fratelli.

Lunedì 11 gennaio

Venite dietro a me”: la chiamata di Gesù è un invito ad uscire da noi stessi, dal nostro mondo  troppo chiuso, dal nostro egoismo, per dare alla nostra vita un orizzonte nuovo. La vita è un dono che abbiamo ricevuto e che, a nostra volta, dobbiamo donare ai fratelli. Ricordiamo che “c’è più gioia nel dare che nel ricevere”.

Sabato 9 gennaio

……” Coraggio sono io, non abbiate paura!”: Prove e difficoltà non mancano nella nostra vita, unite, tante volte, a stanchezza e smarrimento. Il Signore è con noi: “coraggio, sono io”. Vinciamo ogni nostra paura e incertezza con la forza della fede e la generosità dell’amore. “Tutto posso in Colui che mi dà la forza”!

Venerdì 8 gennaio

……”Date voi stessi da mangiare”: il mondo di oggi ha fame e sete di amore e di carità. Siamo chiamati e mandati, con il nostro impegno e la nostra testimonianza gioiosa, a colmare questo vuoto riscaldando, con il nostro amore, il cuore dei fratelli. 

Giovedì 7 gennaio

……” Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce”: in questo  mondo dove spesso letenebre dell’orgoglio e dell’egoismodominano il cuore dell’uomo, la nostra testimonianza di servizio generoso e gratuito sia luce che brilla “nelle tenebre” per dare speranza e fiducia a coloro che sono provati da varie difficoltà. Nel buio della solitudine e dell’indifferenza facciamo brillare la luce della carità!

Martedì 5 gennaio

……” Seguimi”, è l’invito che Gesù rivolge agli Apostoli e che, oggi, rivolge a ciascuno di noi. Il nostro impegno di servizio nasce da questa “vocazione”, da questa chiamata  di Gesù a seguirlo per fare della nostra vita un dono per i fratelli. “Eccomi”, rispondiamo con generosità, ogni giorno, al Signore che ci chiama!  

Lunedì 4 gennaio

……”Che cosa cercate?” E’ l’interrogativo presente nel cuore di ogni uomo, nel cuore di ciascuno di noi. Che cosa veramente cerco nella vita? “Venite e vedrete!”, dice Gesù ai discepoli. La gioia di servire i fratelli con generosità nasce dall’incontro vero  con Colui che si è fatto “servo per amore”.

Domenica 3 Gennaio

“ La vita non è bella se non è spesa nella carità” (P. Bonilli): E’ iniziato il nuovo anno! Tanti propositi, tanti desideri, tante attese sono presenti nel cuore di ognuno di noi e nel cuore dei nostri fratelli. Diamo rinnovato slancio alla nostra vita compiendo ogni nostra azione, ogni nostro servizio con amore generoso e carità gioiosa.

LITURGIA DOMENICALE

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 1,1-5.9-14)

In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio.

Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.

In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta.

Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.

Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto.

Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.

E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.

Parola del Signore

Sabato 2 gennaio

Ciò che muoveva Gesù in tutte le circostanze non era altro che la misericordia, con la quale leggeva nel cuore dei suoi interlocutori e rispondeva al loro bisogno più vero.

Venerdì 1° gennaio 2021

Carissimi fratelli e sorelle di tutte le Misericordie che sono in Italia, il mio saluto, il mio ricordo e gli auguri a tutti voi per il Nuovo Anno che inizia. 

Il vostro impegno, la vostra generosa dedizione, sono per me – e, ne sono certo, per tutti – una testimonianza ed un input di speranza per tutti coloro che avvertono la debolezza e la paura di fronte ai tempi impegnativi che stiamo vivendo.

All’interno delle nostre Misericordie, gli uni per gli altri siete sostegno perché non venga meno la generosità fattiva che da sempre vi contraddistingue; e, soprattutto, perché quei valori fondativi della nostra storia, che si radicano nell’insegnamento del Signore, continuino ad ispirare il nostro agire. Non dimentichiamo mai che il nostro operare è a favore di un “prossimo” che ha bisogno – oltre che della vostra competenza tecnica – , soprattutto di persone che si pongono accanto, con gesti semplici ma profondamente umani: sarà una parola, un sorriso, una mano che si stringe, gesti insomma che dicono unamore con cui sappiamo farci vicini ai nostri fratelli bisognosi.

Abbiamo trascorso un anno impegnativo; tante persone ci hanno lasciato; abbiamo raccolto dolori e speranze; oggi si volta pagina, con la consapevolezza però che il cammino che abbiamo davanti non perde la sua carica di drammaticità e di preoccupazione.

Iniziamo questo anno rinfrancati dalla benedizione del Signore: secondo la tradizione antica, non si tratta solo di parole beneauguranti, ma realizza veramente ciò che esprime. E il Signore ci annuncia la sua protezione e il dono della pace: “Ti benedica il Signore e ti protegga… faccia brillare il suo volto su di te …rivolga su dite il suo volto e ti conceda pace”. Questa è il “mistero”, il progetto di Dio su cui vogliamo fondare anche gli auguri che in questo giorno siamo soliti scambiarci: auguri di pace, il dono messianico per eccellenza, che compendia tutti i nostri desideri, i nostri sogni, le nostre aspirazioni, di cui spesso la vita ci ha privato, ma che in Dio sono possibili.

La pace trovi accoglienza nell’intimo delle nostre coscienze di uomini e di credenti, per divenire dono costruito e condiviso tra di noi, nella vita delle nostre Confraternite, e con le persone che incontriamo nelle strade delle alterne vicende di ogni giorno. “Se volete essere fratelli, lasciate cadere le armi dalle vostre mani” diceva Paolo VI nel suo discorso all’ONU; le armi della discordia, della rivalità, della divisione, che troppo spesso funestano il nostro cammino e che rischiano di scandalizzare chi ci sta accanto. “Fate gesti di pace, anche audaci per tessere pazientemente la trama della pace – diceva S. Giovanni Paolo II – Il lavoro per la pace, ispirato dalla carità che non tramonta, produrrà i suoi frutti: la Pace sarà l’ultima parola della Storia”.

I nostri auguri, cari fratelli e sorelle, non dovranno essere solo parole formali, di circostanza, fors’anche parole dettate da benevolenza; i nostri auguri siano decisione coerente per tradurre in impegno fattivo e concreto la nostro vita sia personale che associativa. E la Parola di Dio ci viene ancora incontro, indicandocene la strada, nella vicenda che coinvolse persone umili, quali erano i pastori di Bethlehem, i quali, di fronte all’invito che li raggiunse nella notte, “andarono senz’indugio e trovarono” il Signore Bambino; l’esperienza cambiò la loro vita e “dopo averlo visto, riferirono ciò che del Bambino era stato detto loro”.  

Cari fratelli e sorelle, quante prospettive buone apre davanti a noi questo nuovo anno! Non mancheranno certamente fatiche e sofferenze, ma niente e nessuno potrà fiaccare la nostra speranza e il nostro impegno, se solo ci apriremo all’accoglienza del Signore che viene tra noi e ne diventeremo, con la forza del nostro operare, suoi annunciatori nella nostra società e nel nostro mondo della Misericordia. 

Auguri allora e buona strada a tutti voi, persone “amate dal Signore”: Lui sia la vostra forza, il coraggio con cui potrete guardare la vita per costruire un mondo nuovo, una nuova civiltà fondata sull’amore.

Il mio saluto a tutti voi, insieme al mio personale “grazie” per quello che siete e fate e che il Signore vi protegga e vi accompagni sempre.  Buon Anno!

+ Franco Agostinelli

Correttore Nazionale

Giovedì 31 dicembre

“Eterna è la sua misericordia”: è il ritornello che viene riportato ad ogni versetto del Salmo 136 mentre si narra la storia della rivelazione di Dio. Ripetere continuamente: “Eterna è la sua misericordia”, come fa il Salmo, sembra voler spezzare il cerchio dello spazio e del tempo per inserire tutto nel mistero eterno dell’amore.

Mercoledì 30 dicembre

La misericordia di Dio non è un’idea astratta, ma una realtà concreta con cui Egli rivela il suo amore come quello di un padre e di una madre che si commuovono fino dal profondo delle viscere per il proprio figlio. È veramente il caso di dire che è un amore “viscerale”. Proviene dall’intimo come un sentimento profondo, naturale, fatto di tenerezza e di compassione, di indulgenza e di perdono.

Martedì 29 dicembre

Ci sono momenti nei quali in modo ancora più forte siamo chiamati a tenere fisso lo sguardo sulla misericordia per diventare noi stessi segno efficace dell’agire del Padre.

Lunedì 28 dicembre

Misericordia: è la legge fondamentale che abita nel cuore di ogni persona quando guarda con occhi sinceri il fratello che incontra nel cammino della vita. Misericordia: è la via che unisce Dio e l’uomo, perché apre il cuore alla speranza di essere amati per sempre nonostante il limite del nostro peccato.

26 dicembre

Le parole di Gesù ripetute nel testo odierno del Vangelo, “non preoccupatevi e non temete”, sono il sostegno del Signore alla paura dei suoi, reale impedimento al lieto annuncio del Vangelo, che ci spinge al contrario a proclamarlo con coraggio e gioiosa testimonianza.

Natale 2020

Carissimi confratelli e consorelle di tutte le Misericordie che sono in Italia, è con sommo compiacimento e, vi confesso, con una certa commozione, che mi rivolgo a voi in questo giorno santo del Natale. 

Credo che sia desiderio condiviso da tutti poterci incontrare, parlarci, confrontarci e salutarci con una stretta di mano, che sancisce una fraternità che ci caratterizza, che niente e nessuno dovrebbe minimamente corrompere, anzi, che vogliamo custodire e proteggere come la perla preziosa che la Provvidenza e la storia ci ha consegnato. Verranno tempi migliori in cui potremmo ritornare ad incontrarci; ora vogliamo vivere la speranza, che per noi non sarà un vago auspicio, né un vano sentimento, ma una Persona: Gesù che nasce in mezzo a noi!

Il Natale è giorno significativo ed importante per tutti, ma noi vogliamo viverlo nel modo giusto, cioè vogliamo vivere il Natale “cristiano”. E se questo giorno è momento piacevole, perché smuove e suscita sentimenti buoni e ci riunisce nell’intimità delle nostre famiglie, è però un evento impegnativo, direi non facile, perché ci riporta decisamente dentro il vissuto concreto di ogni giorno, per la via dell’Incarnazione, che Gesù ha scelto per ritornare nel cammino della storia.

Ci siamo preparati al Natale con l’Avvento, il tempo forte, come lo definisce la Liturgia, tempo opportuno per noi tutti. Un tempo non ripetitivo, ma momento favorevole per vivere l’ “inedito” di Dio. Faccio mia la preghiera del salmista, che vorrei pronunciare con voi; “Beato chi trova in te la sua forza e decide nel suo cuore il santo viaggio” (Salmo 84). Il viaggio che abbiano iniziato raccogliendo l’esortazione del Profeta Isaia alla vigilanza per essere pronti ad accogliere il Signore ogni volta che Egli busserà alla nostra porta. Sarà forse nella persona di un bisognoso, di una persona sola, di un povero che mangia il suo pane amaro senza che nessuno si curi di lui. La Parola incalza ancora, invitandoci a preparare le vie del Signore, a raddrizzare i sentieri tortuosi delle nostre chiusure, dei nostri egoismi, perché possa avverarsi il sogno di “nuovi cieli e nuove terre”.

E in questo tempo ci è stata data una immensa icona di riferimento: Maria S.S.ma, donna del sì, della fede, dell’abbandono in Dio: “Sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto!”. Proprio nel nome e per intercessione della Vergine Maria possiamo gioire anche di fronte alle difficoltà; salvare la speranza di fronte alle tante provocazioni che rischierebbero di arrestare il nostro cammino.

Ora è giunto il giorno benedetto del Natale e noi vogliamo dirci gli auguri, come da tradizione; non gli auguri con cui siamo bombardati ogni giorno dai mass media e che fanno anche del Natale un prodotto commerciale, ma gli auguri con cui diciamo al Signore che ci ha scelti e che ha pensato a noi da sempre, che noi ci siamo e vogliamo ancora oggi scegliere Lui nella concretezza delle nostre decisioni quotidiane; che vogliamo portarlo nelle nostre famiglie, nel nostro lavoro, nelle molteplici relazioni di ogni giorno, nella grande famiglia della Misericordia, luoghi dove possiamo incontrarlo e uniformare le nostre scelte alla sua volontà.

Carissimi fratelli e sorelle, auguri a tutti voi!

Che sia un Natale di pace, di serenità per voi e per i vostri cari;  un Natale di coraggio, di decisione per far ritornare la nostra famiglia della Misericordia luogo di unità, di fraternità, di comprensione, di ascolto, di dialogo.

Allora, e solo allora, potremo dire di celebrare il Natale, il Natale “cristiano”.

Buon Natale e che “Iddio vi renda merito”.

+ Franco Agostinelli

Correttore Nazionale

24 dicembre

Come viviamo personalmente questa viglia e quale impegno ci sollecita? La venuta storica del Messia ci conferma che Dio ha scelto la sua “casa” tra noi, nel corpo di Gesù, suo Figlio.

23 dicembre

Il racconto della nascita del Battista annuncia ormai maturi i tempi nuovi della venuta del Messia. L’importante è accoglierli come fece il Battista e saper riconoscere nella storia la radicale novità del rapporto tra Dio e l’uomo.

22 dicembre

Il vangelo di oggi ci presenta il Magnificat, inno di gioia che scaturisce in un incontro di servizio. Maria va a trovare Elisabetta come tanti nostri volontari vanno a trovare tante persone che hanno bisogno di vicinanza.

21 dicembre

Nel vangelo di oggi troviamo l’incontro tra Maria ed Elisabetta. Donne che portano nel grembo ciascuna un figlio. Giovanni rivolgerà il nostro sguardo su Gesù e in Lui troviamo la vita. I nostri volontari con il loro servizio alla vita sono espressione dello spirito evangelico con fede esplicita o come uomini e donne desiderosi di dare un senso profondo alla loro umanità.

Sabato 19 dicembre

Ogni nascita, ogni nuovo inizio provoca il mutamento dei progetti e dei programmi. La carità è vero amore se fa ripartire e rinascere. Chi è mosso dall’ amore del prossimo annuncia la nascita di Gesù che determina il cambiamento vitale.

Venerdì 18 dicembre

Guardare al futuro non vuol dire staccarsi dal presente, ma vederci dentro  un cammino che sa sempre guardare più in là. Non ci stanchiamo di dover sempre riprendere e ricomprendere la strada davanti a noi. Oggi Giuseppe è il modello della nostra fede che sa guardare al domani senza smarrimento.

Giovedì 17 dicembre

La storia di ognuno è segnata dalla fragilità e da tanti nuovi inizi. Rileggere la propria storia personale alla luce della presenza di Dio ci fa sentire dentro una  storia più importante. Con Dio accanto non siamo mai soli.

Mercoledì 16 dicembre

Un volontario è chiamato a ridare la speranza al volto sofferente dell’umanità. Per fare questo c’è un solo modo guardare  il modo di agire di Gesù: i ciechi vedono con i nostri occhi, gli zoppi camminano con noi accanto….

Martedì 15 dicembre

L’essere “fratello” comporta vivere da figli di uno stesso Padre.  Vivere da “ fratello” vuol dire essere una promessa di pace per tutti popoli. Questo significa che il “fratello volontario” è povero di sé e ricco dei doni di Dio.

La conversione passa sempre dal cercare di riscoprire quello che siamo: “fratelli”.

Lunedì  14 dicembre

La nostra azione volontaria da dove nasce? Da una tradizione famigliare, da una scelta personale, dall’educazione ricevuta, dalle circostanze, …?Giovanni il Battista aspettava con fiducia una luce, una stella. La stella attesa è Gesù. Anche un volontario è mosso verso l’altro da questa attesa, e in questo modo prepara la venuta di Gesù.

13 Dicembre

La domenica – festa del Signore – il “Buongiorno di Misericordia” si trasforma in breve spunto di riflessione sulle letture del giorno. E lo affidiamo, grazie alla collaborazione di Spazio Spadoni, alla penna del biblista Carlo Miglietta, che proverà a leggere la liturgia domenicale dal punto di vista della Misericordia.

Trovate la sua riflessione cliccando a questo link

12 dicembre Beata Vergine di Guadalupe.

Le parole del Santo Padre Francesco guardando a Guadalupe inquadrano la Madre di Dio molto bene: è la donna-discepola e la madre di tutti. Il papa afferma: “E il terzo aggettivo, che le direi guardandola (Maria): si è voluta meticcia per noi, si è meticciata. E non solo con Juan Dieguito, ma con il popolo. Si è meticciata per essere Madre di tutti, si è meticciata con l’umanità. Perché? Perché ha “meticciato” Dio. Ed questo è il grande mistero: Maria Madre “meticcia” Dio, vero Dio e vero uomo, nel suo Figlio” (omelia papa Francesco Basilica Vaticana, 12/12/2019). Queste parole ci rassicurano, non siamo orfani, abbiamo un Dio che è Padre ed abbiamo un madre: Maria.

11 dicembre San Damaso I papa (305-384).

Un aspetto importante del suo pontificato riguarda il culto in memoria dei martiri: infatti lui è nato e cresciuto proprio in un’epoca dove i martiri, questi eroi della fede, hanno testimoniato con il sangue il loro credo. Questo intervento è un’azione anche pastorale, che mette alla portata di tutti la vita dei martiri, sia alle persone semplici del popolo e i nuovi convertiti, che alla nobiltà romana; rende fruibile a tutti il patrimonio prezioso dei mariti.
Per conquistare, conservare e consegnare questo “patrimonio di santità” Damaso procede a una preliminare azione ricognitiva, che è insieme storico-archeologica e agiografica:  progetta e organizza una sistematica ricognizione delle tombe dei martiri e procede alla ricerca di quei sepolcri di cui si era smarrita l’ubicazione; contestualmente indaga a fondo sulle testimonianze, anche orali, che potessero consentire di ricostruire e autenticare le vicende degli eroi della fede (L’Osservatore Romano 11 dicembre 2009). Non dimentichiamoci mai l’esempio dei nostri martiri, quest’esempio insieme alla Passione del nostro Salvatore, ci rende più forti nel servizio alla Carità.

10 dicembre: Beata Vergine Maria di Loreto.

L’Avvento è un tempo fortemente mariano, ci raccogliamo insieme per rivolgere al nostra supplica alla Beata Vergine di Loreto: O Vergine Madre, come sei uscita dalla tua Santa Casa per portare conforto alla cugina Elisabetta, visita le nostre case e i luoghi di sofferenza e, in questo tempo di incertezza e di forte preoccupazione, portaci la tua materna consolazione.
Ti affidiamo gli ammalati e le loro famiglie, i bambini e i ragazzi, i giovani e gli anziani, i sofferenti e le persone sole.
Accogli tra le tue braccia i defunti e conforta i loro familiari.
Sostieni i medici, gli operatori sanitari e quanti lavorano per il bene e la sicurezza di tutti.
Aiutaci a svolgere i nostri impegni con responsabilità, con spirito di fraternità e di solidarietà.
Liberaci dalla pandemia che ci sta colpendo, affinché possiamo tornare sereni al
nostro lavoro e guardare al futuro con speranza per lodarti e ringraziarti con cuore rinnovato.
O Maria, allontana da noi ogni male e concedici  la gioia del Vangelo, perché nel dono dello Spirito Santo si rinsaldi la nostra fede, si ravvivi la speranza, si rafforzi la carità.
Ascolta, o Madre, la nostra preghiera!

9 dicembre: San Giovanni Diego Cuauhtlatoatzin (1474 circa – 1548).

Juan Diego è un indio e nel 1531 dal 9 al 12 dicembre riceve le apparizioni della Vergine Maria. L’incontro con la Madre di Dio trasforma tutta la sua vita, si converte, riceve il battesimo e dal quel momento tutta la sua vita è orientata sempre di più verso Dio. In questo periodo di Avvento chiediamo a Maria un nostro incontro personale con Lei nella preghiera, perché sull’esempio di San Juan Diego anche noi trasformiamo tutta la nostra vita al servizio del Signore.

8 dicembre: Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria.

Oggi, festività dell’Immacolata, il “Buongiorno di Misericordia” è rappresentato da un messaggio del correttore nazionale mons. Franco Agostinelli.

Carissimi fratelli e sorelle,

un saluto a tutti voi insieme all’augurio che possiate incontrare giorni sereni, pur nella fatica e nell’impegno di portare l’aiuto e una presenza rassicurante alle tante persone che ogni giorno avete da soccorrere. Vi dico subito che vorrei potervi vedere, parlare con voi, perché il mezzo telematico non potrà mai sostituire l’incontro tra persone. Purtroppo le contingenze del momento non ce lo permettono e allora mi servo di questo scritto per condividere con voi tutti il cammino che abbiamo iniziato verso il Natale.

E’ il tempo dell’Avvento, tempo dell’attesa, che abbiamo iniziato raccogliendo l’ammonimento della Parola alla vigilanza, ad essere desti, attenti e l’abbiamo continuato con le parole di consolazione che il Signore ci rivolge perché Lui stesso guiderà il suo popolo, attraverso il deserto, verso mète più dolci e sicure. Vi auguro di alzare forte la vostra voce, senza paura, per dire a tutti, specialmente ai più tribolati con cui a noi è dato di condividere, che il Signore ci è vicino, che la storia oggi, pur nei suoi risvolti drammatici, è e reterà sempre storia di salvezza; la speranza con l’Avvento del Signore, è tornata a scorrere nelle vene della storia umana.

“Rallegrati” dice il messaggero di Dio, alla vergine Maria, “il Signore è con te”, ti è vicino, non ti lascia in balia del nulla e del non senso. E’ vero che resta il cammino da compiere, di cui l’Avvento è il segno, ma lo percorriamo accompagnati dalla tenerezza di Dio che ha voluto ritessere una storia di salvezza per ogni persona. Forse talvolta lo sgomento può prenderci l’anima; forse anche noi, di fronte a ciò che siamo e a ciò che accade, saremo portati ad esclamare: ma com’è possibile! Ma a noi, come a Maria S.S., viene detto che è di Dio l’iniziativa di riportare il cammino umano nella direzione giusta ed a Lui nulla è impossibile. Siamo consapevoli della nostra miseria, delle nostre residue possibilità, delle nostre mani vuote: a Lui nulla è impossibile!

Allora, cari fratelli e sorelle, operai solerti e generosi in ogni parte d’Italia, riprendiamo con fiducia e con tenacia il nostro impegno quotidiano; la nostra presenza solidale sia un soccorso umano e spirituale per ogni persona che necessita di essere curata nel corpo e nello spirito. La nostra non sarà così una flebile voce, ma un grido potente di speranza detto con la forza della nostra testimonianza.

Vorremmo così prepararci al Natale, accogliendo il Signore che viene in mezzo a noi, vivendo l’inedito del Signore nel servizio verso i bisognosi. Un’attesa concreta, storica, vissuta, perché solo così sarà Natale.

Auguri, cari fratelli e sorelle, buona strada a tutti e lasciate che vi saluti con la stima e la fraternità di sempre e che a tutti il Signore renda merito.

Franco Agostinelli

7 dicembre: Sant’Ambrogio Vescovo e dottore della Chiesa (ca. 340-397).

Due parole per sintetizzare questo santo: In mezzo alla Chiesa gli ha aperto la bocca, il Signore lo ha colmato dello spirito di sapienza e d’intelligenza; gli ha fatto indossare una veste di gloria (Sir 15,5). Il papa ci ha ricordato nella notte del 27 marzo di quest’anno: “Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme”, lo ha detto in una piazza San Pietro deserta e piovigginosa. Facciamo nostra un’esortazione di Sant’Ambrogio per sostenerci in questo mare in tempesta: “tu guidi la nave sui flutti. Tieni saldo il timone della fede in modo che le violente tempeste di questo mondo non possano turbare il suo corso. Il mare è davvero grande, sconfinato; ma non aver paura, perché “E’ lui che l’ha fondata sui mari, e sui fiumi l’ha stabilita (Sal 23,2)” (dalle Lettere di Sant’Ambrogio).

©2020 Confederazione Nazionale delle MIsericordie D'Italia - Rubrica "Buongiorno di Misericordia" a cura di Carlo Miglietta