Natale 2020

Carissimi confratelli e consorelle di tutte le Misericordie che sono in Italia, è con sommo compiacimento e, vi confesso, con una certa commozione, che mi rivolgo a voi in questo giorno santo del Natale. 

Credo che sia desiderio condiviso da tutti poterci incontrare, parlarci, confrontarci e salutarci con una stretta di mano, che sancisce una fraternità che ci caratterizza, che niente e nessuno dovrebbe minimamente corrompere, anzi, che vogliamo custodire e proteggere come la perla preziosa che la Provvidenza e la storia ci ha consegnato. Verranno tempi migliori in cui potremmo ritornare ad incontrarci; ora vogliamo vivere la speranza, che per noi non sarà un vago auspicio, né un vano sentimento, ma una Persona: Gesù che nasce in mezzo a noi!

Il Natale è giorno significativo ed importante per tutti, ma noi vogliamo viverlo nel modo giusto, cioè vogliamo vivere il Natale “cristiano”. E se questo giorno è momento piacevole, perché smuove e suscita sentimenti buoni e ci riunisce nell’intimità delle nostre famiglie, è però un evento impegnativo, direi non facile, perché ci riporta decisamente dentro il vissuto concreto di ogni giorno, per la via dell’Incarnazione, che Gesù ha scelto per ritornare nel cammino della storia.

Ci siamo preparati al Natale con l’Avvento, il tempo forte, come lo definisce la Liturgia, tempo opportuno per noi tutti. Un tempo non ripetitivo, ma momento favorevole per vivere l’ “inedito” di Dio. Faccio mia la preghiera del salmista, che vorrei pronunciare con voi; “Beato chi trova in te la sua forza e decide nel suo cuore il santo viaggio” (Salmo 84). Il viaggio che abbiano iniziato raccogliendo l’esortazione del Profeta Isaia alla vigilanza per essere pronti ad accogliere il Signore ogni volta che Egli busserà alla nostra porta. Sarà forse nella persona di un bisognoso, di una persona sola, di un povero che mangia il suo pane amaro senza che nessuno si curi di lui. La Parola incalza ancora, invitandoci a preparare le vie del Signore, a raddrizzare i sentieri tortuosi delle nostre chiusure, dei nostri egoismi, perché possa avverarsi il sogno di “nuovi cieli e nuove terre”.

E in questo tempo ci è stata data una immensa icona di riferimento: Maria S.S.ma, donna del sì, della fede, dell’abbandono in Dio: “Sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto!”. Proprio nel nome e per intercessione della Vergine Maria possiamo gioire anche di fronte alle difficoltà; salvare la speranza di fronte alle tante provocazioni che rischierebbero di arrestare il nostro cammino.

Ora è giunto il giorno benedetto del Natale e noi vogliamo dirci gli auguri, come da tradizione; non gli auguri con cui siamo bombardati ogni giorno dai mass media e che fanno anche del Natale un prodotto commerciale, ma gli auguri con cui diciamo al Signore che ci ha scelti e che ha pensato a noi da sempre, che noi ci siamo e vogliamo ancora oggi scegliere Lui nella concretezza delle nostre decisioni quotidiane; che vogliamo portarlo nelle nostre famiglie, nel nostro lavoro, nelle molteplici relazioni di ogni giorno, nella grande famiglia della Misericordia, luoghi dove possiamo incontrarlo e uniformare le nostre scelte alla sua volontà.

Carissimi fratelli e sorelle, auguri a tutti voi!

Che sia un Natale di pace, di serenità per voi e per i vostri cari;  un Natale di coraggio, di decisione per far ritornare la nostra famiglia della Misericordia luogo di unità, di fraternità, di comprensione, di ascolto, di dialogo.

Allora, e solo allora, potremo dire di celebrare il Natale, il Natale “cristiano”.

Buon Natale e che “Iddio vi renda merito”.

+ Franco Agostinelli

Correttore Nazionale