Venerdì 1° gennaio 2021

Carissimi fratelli e sorelle di tutte le Misericordie che sono in Italia, il mio saluto, il mio ricordo e gli auguri a tutti voi per il Nuovo Anno che inizia. 

Il vostro impegno, la vostra generosa dedizione, sono per me – e, ne sono certo, per tutti – una testimonianza ed un input di speranza per tutti coloro che avvertono la debolezza e la paura di fronte ai tempi impegnativi che stiamo vivendo.

All’interno delle nostre Misericordie, gli uni per gli altri siete sostegno perché non venga meno la generosità fattiva che da sempre vi contraddistingue; e, soprattutto, perché quei valori fondativi della nostra storia, che si radicano nell’insegnamento del Signore, continuino ad ispirare il nostro agire. Non dimentichiamo mai che il nostro operare è a favore di un “prossimo” che ha bisogno – oltre che della vostra competenza tecnica – , soprattutto di persone che si pongono accanto, con gesti semplici ma profondamente umani: sarà una parola, un sorriso, una mano che si stringe, gesti insomma che dicono unamore con cui sappiamo farci vicini ai nostri fratelli bisognosi.

Abbiamo trascorso un anno impegnativo; tante persone ci hanno lasciato; abbiamo raccolto dolori e speranze; oggi si volta pagina, con la consapevolezza però che il cammino che abbiamo davanti non perde la sua carica di drammaticità e di preoccupazione.

Iniziamo questo anno rinfrancati dalla benedizione del Signore: secondo la tradizione antica, non si tratta solo di parole beneauguranti, ma realizza veramente ciò che esprime. E il Signore ci annuncia la sua protezione e il dono della pace: “Ti benedica il Signore e ti protegga… faccia brillare il suo volto su di te …rivolga su dite il suo volto e ti conceda pace”. Questa è il “mistero”, il progetto di Dio su cui vogliamo fondare anche gli auguri che in questo giorno siamo soliti scambiarci: auguri di pace, il dono messianico per eccellenza, che compendia tutti i nostri desideri, i nostri sogni, le nostre aspirazioni, di cui spesso la vita ci ha privato, ma che in Dio sono possibili.

La pace trovi accoglienza nell’intimo delle nostre coscienze di uomini e di credenti, per divenire dono costruito e condiviso tra di noi, nella vita delle nostre Confraternite, e con le persone che incontriamo nelle strade delle alterne vicende di ogni giorno. “Se volete essere fratelli, lasciate cadere le armi dalle vostre mani” diceva Paolo VI nel suo discorso all’ONU; le armi della discordia, della rivalità, della divisione, che troppo spesso funestano il nostro cammino e che rischiano di scandalizzare chi ci sta accanto. “Fate gesti di pace, anche audaci per tessere pazientemente la trama della pace – diceva S. Giovanni Paolo II – Il lavoro per la pace, ispirato dalla carità che non tramonta, produrrà i suoi frutti: la Pace sarà l’ultima parola della Storia”.

I nostri auguri, cari fratelli e sorelle, non dovranno essere solo parole formali, di circostanza, fors’anche parole dettate da benevolenza; i nostri auguri siano decisione coerente per tradurre in impegno fattivo e concreto la nostro vita sia personale che associativa. E la Parola di Dio ci viene ancora incontro, indicandocene la strada, nella vicenda che coinvolse persone umili, quali erano i pastori di Bethlehem, i quali, di fronte all’invito che li raggiunse nella notte, “andarono senz’indugio e trovarono” il Signore Bambino; l’esperienza cambiò la loro vita e “dopo averlo visto, riferirono ciò che del Bambino era stato detto loro”.  

Cari fratelli e sorelle, quante prospettive buone apre davanti a noi questo nuovo anno! Non mancheranno certamente fatiche e sofferenze, ma niente e nessuno potrà fiaccare la nostra speranza e il nostro impegno, se solo ci apriremo all’accoglienza del Signore che viene tra noi e ne diventeremo, con la forza del nostro operare, suoi annunciatori nella nostra società e nel nostro mondo della Misericordia. 

Auguri allora e buona strada a tutti voi, persone “amate dal Signore”: Lui sia la vostra forza, il coraggio con cui potrete guardare la vita per costruire un mondo nuovo, una nuova civiltà fondata sull’amore.

Il mio saluto a tutti voi, insieme al mio personale “grazie” per quello che siete e fate e che il Signore vi protegga e vi accompagni sempre.  Buon Anno!

+ Franco Agostinelli

Correttore Nazionale