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Misericordia di Andria: soccorsi tra operatività e silenzio

Misericordia di Andria: soccorsi tra operatività e silenzio

Luglio 18, 2016 - 09:29

Oltre quattro giorni di attività costante. Il cordoglio.

Ore 11,15, la prima ambulanza l’equipe “Mike 8” della postazione del 118 di Andria 1 è arrivata sul luogo del disastro ferroviario, un luogo impervio e complesso. Autista, soccorritore, infermiere e medico sono giunti in quel tratto di aperta campagna soprattutto grazie alle indicazioni proprio dei feriti presenti su quei treni. Da Corato la prima squadra di Vigili del Fuoco ed uno scenario che si è subito rivelato di maxi-emergenza. Pochi minuti dopo l’arrivo della seconda ambulanza andriese del 118, l’equipe “India 5” e l’arrivo sul posto anche del 118 di Corato. Scene complesse da raccontare ma nella testa di autisti e soccorritori della Misericordia di Andria ma anche nella testa di medici ed infermieri dell’emergenza-urgenza, un’unico pensiero: «Questa non è un’esercitazione». Maggio 2012: proprio la Confraternita andriese, con la gran parte di autisti e soccorritori intervenuti nella mattinata del 12 luglio scorso, infatti, organizzò una esercitazione. Una esercitazione che prevedeva uno scenario difficilmente ipotizzabile nella realtà e cioè il deragliamento di un treno all’interno della stazione di Andria. Una collaborazione interforze che permise di mettere alla prova l’intero apparato dei soccorsi. Metter alla prova e testare le tecniche di rapido intervento e coordinamento.

Nella mattina del 12 luglio, tuttavia, di esercitazione non vi è stato nulla se non la grande prova di dedizione ed organizzazione mostrata dai circa 50 volontari in campo da parte della Misericordia di Andria e del distaccamento di Montegrosso. Scattata la maxi-emergenza, infatti, la sala operativa del 118 ha immediatamente chiesto l’ausilio dell’associazione e dei volontari per l’allestimento di un, cosiddetto, ospedale da campo, una tenda pneumatica utilizzata negli scenari di grande emergenza, oltre all’ausilio di altre ambulanze e uomini per aiutare le risorse in campo. Ore 12, a meno di un’ora dallo scontro, nel campo adiacente al disastro ferroviario era già allestito il Posto Medico Avanzato della Misericordia di Andria con l’intervento di decine di volontari ed ambulanze. Priorità, rapidità e compostezza, nel silenzio più totale e continuando a soccorrere rovistando tra le lamiere alla ricerca della vita o alla triste arrendevolezza di fronte alla morte. Parallelamente l’allestimento del punto di prima assistenza per i parenti dei dispersi all’interno del Palasport di Andria con l’ausilio di soccorritori ma anche psicologi in collaborazione con il Comune di Andria.

Ore 20 del 13 luglio, dopo oltre 32 ore di presidio e lavoro senza soluzione di continuità, il Posto Medico Avanzato ha lasciato il luogo dell’incidente, dopo aver visto trattare 16 feriti in condizioni più o meno gravi e, purtroppo, 15 salme per cui non è stato possibile far nulla. Al campo di primo intervento hanno collaborato le numerose Confraternite del territorio giunte da Corato, Bisceglie, Molfetta e Barletta. Silenzio ed operosità che sono proseguiti anche nei giorni a seguire sino al momento delle solenni esequie al Palasport di Corso Germania dove oltre 60 volontari hanno assicurato una presenza discreta e composta per familiari e parenti di 13 delle 23 vittime della tragedia ferroviaria. Un report che non cancella quanto accaduto, un report che traccia solo la linea di demarcazione rispetto alla voglia assoluta di non dimenticare, un report che nei prossimi giorni vuole proseguire nella necessità di dar voce e forza a chi da quel giorno ha visto irrimediabilmente cambiata la propria vita. In silenzio il cordoglio della Confraternita Misericordia di Andria e Montegrosso.