Le Case del Noi, il modello di intervento sociale promosso dalla Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia – nell’ambito del progetto HOPE – con il sostegno del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, entrano in una nuova fase di sviluppo. Nati nel periodo post-pandemico per rispondere alle fragilità emerse nelle comunità, questi presidi territoriali sono oggi luoghi di relazione e prossimità, in cui il sostegno alle persone si traduce in percorsi di accompagnamento e crescita.
I dati presentati derivano da una recente ricerca sociale condotta dalla Confederazione, che ha raccolto e analizzato le attività svolte dalle Case del Noi nel periodo compreso tra giugno 2024 e giugno 2025. L’indagine offre una fotografia aggiornata dei bisogni emergenti e delle risposte costruite dalle Misericordie attraverso un lavoro capillare nei territori.
Nel periodo considerato sono stati registrati oltre 107 mila accessi presso la rete Casa del Noi. Tra i servizi più richiesti figurano il supporto alla povertà alimentare (29.661 accessi), alla povertà sanitaria (9.391 accessi) e alla povertà estrema (7.338 accessi), insieme ai servizi per i bisogni essenziali come docce, lavanderia e cambio abiti (4.507 accessi). Significativa anche l’attività degli sportelli di ascolto, con 9.163 momenti di accoglienza e orientamento.
“Le Case del Noi non sono semplici luoghi di servizi, ma comunità che si prendono cura delle persone nella loro interezza, riconoscendo in ciascuna una storia e una dignità”, afferma Domenico Giani, Presidente delle Misericordie d’Italia. “In una società attraversata da solitudini e precarietà, qui la prossimità si fa gesto quotidiano e la solidarietà diventa legame”. Accanto al supporto materiale, si stanno consolidando nuovi ambiti di intervento: attività di sostegno alle donne vittime di violenza (248 accessi) e percorsi di inclusione nel volontariato rivolti a persone in situazione di fragilità, che trovano nella partecipazione sociale un’opportunità di riscatto e autonomia. “Casa del Noi è nata per rispondere a un’emergenza che rischiava di lasciare indietro tante persone”, sottolinea Gionata Fatichenti, Direttore dell’Area Emergenze della Confederazione. “Oggi rappresenta un presidio stabile nelle comunità grazie alle Misericordie che hanno scelto di formarsi, riorganizzare spazi e mettere la relazione al centro”.
La rete conta oggi 222 Case del Noi attive su tutto il territorio nazionale.
In allegato è scaricabile il pdf della ricerca

